

|
Ma addentriamoci nello studio di quest'arma che fa parte di noi cercando di capire meglio come sia fatta, perchè per utilizzare al massimo il nostro potenziale fisico bisogna conoscerne la struttura, la morfologia e tutto ciò che ne deriva. Una parte molto importante è il suo condizionamento ed in modo utilizzarla nella Muay Thai. |
|
D i R i g gi M o i s e |
|
Da quando sono nate le arti marziali ogni stile o metodo ha sempre avuto una sua caratteristica principale. Il Karaté è famoso per la sua potenza nelle mani, il Jujutsu per le proiezioni, il Kung Fu per le sue forme degli animali e le armi, il Tae Kwon Do per i suoi calci...e questi sono solo alcuni esempi. La Muay Thai ha la sua forza nella tibia, ed è proprio essa la sua arma micidiale, la quale viene usata da tutti i suoi praticanti come arma per demolire gli avversari. |
|
Le ossa hanno una parte interna spugnosa all'interno troviamo il midollo, i nervi e i vasi sanguigni, inoltre contengono piccole cellule attive denominate osteoblasti che lavorano per creare il tessuto osseo. Altre cellule ad azione distruttiva chiamate osteocusi, operano altrettanto attivamente per eliminare il materiale di rifiuto. La parte esterna della tibia è compatta e robusta, un osso molto grosso e robusto, essa è situata sotto la rotula affiancata al perone, lungo la tibia troviamo il muscolo tibiale.
Condizionamento della tibia Come nel Kung Fu e nel Karaté, nei quali attraverso lunghi allenamenti si forgiano le mani per rafforzarne le nocche, il taglio e le dita, così nella Muay Thai si lavora la tibia. Solo con questo allenamento eseguito con costanza e dedizione si evitano traumi e lesioni, in quanto il nostro scopo è quello di formare una tibia robusta ed insensibile al dolore, non di distruggerla. Un primo approccio è quello di colpire cautelamente con la tibia utilizzando dei sacchi pesanti pieni di sabbia, è buona norma iniziare con sacchi morbidi. Questi allenamenti eseguiti con costanza, durano circa due anni, per permettere alla tibia di essere ben allenata, ma in sei mesi circa si può ottenere una discreta robustezza e insensibilità al dolore. |

|
1. Posizione di guardia Thai 2. Parata da pugno sinistro, contrattacco di tibia destra (Na Kaeng).Il difensore blocca il diretto deviandole la traiettoria, contemporaneamente tira un calcio basso di tibia. 3. Contrattacco di Na-Kaeng di tibia alla coscia sinistra. |


|
1. Posizione di guardia 2. Bloccaggio del diretto sinistro dell’avversario 3. Contrattacco di tibia alle costole |
|
Dopo circa un mese al sacco morbido si passerà a sempre più duri, ricordandosi che gli allenamenti devono avvenire a giorni alterni e non durare più di 15 minuti l'uno. Qualora si verificassero leggeri ringofìamenti è indispensabile utilizzare del ghiaccio per evitare stress e il prolungamento del trauma. Ovviamente non essendo tutti uguali i tempi indicati pur essendo molto vicini alla realtà, sono indicativi. Progredendo nell'allenamento aumentiamo la forza di impatto, per questo inizialmente bisognerà farsi aiutare da un compagno che ci terrà il sacco fermo. Inizialmente non dobbiamo preoccuparci della tecnica, l'importante è colpire con la tibia utilizzando un sacco e colpendolo ad un'altezza che non ci faccia fare troppi movimenti. La gamba nell'impatto con il sacco dovrà essere leggermente piegata, il piede completamente disteso e tutto ciò senza contrarre il muscolo tibiale e ruotare il femore (questo potrebbe causare traumi al muscolo). Ogni tanto controlliamo la tibia mentre colpiamo, verificando che non si sia formato del liquido. Qualora questo accadesse bisogna intervenire con del ghiaccio sospendendo l'allenamento della tibia fino a scomparsa del liquido. La formazione di questo liquido è normale, in quanto è una difesa del nostro organismo che ci avvisa che stiamo esagerando. Solo con un allenamento costante e progressivo eviteremo questa situazione. Quando ci sentiremo abbastanza allenati potremmo passare alla fase successiva. Ricordatevi sempre di scaldare la tibia per almeno 5 minuti, dopo si tirerà più forte con il sacco in |
|
movimento, per circa 20 minuti ( 10 per tibia), e altri 10 minuti al tronco di legno (5 per tibia). Il tronco è un attrezzo di livello avanzato che ci permette di isolare e localizzare un punto preciso della tibia. Il tronco è di legno robusto (il faggio si addice) alto circa 1,50 m con una circonferenza di circa 30 cm, viene ricoperto con della gomma. Da questo momento si incomincia ad allenare seriamente la tibia prolungando i ritmi ed i tempi a seconda del vostro livello di preparazione. Possiamo farci aiutare da un compagno per tenere l'attrezzo o farlo da soli, appoggiando un'estremità per terra e tenendo l'altra con la mano. |

|
Allenamento della tibia al tronco ed al sacco |